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Questa cartolina dovrebbe essere degli anni trenta, ritrae Coritis, misura 14,9 x 10,5 nel retro a parte la classica configurazione tipica con spazio per francobollo vi si legge in basso a sinistra foto Di Lenardo Battista, mentre in basso a destra 69130 Edit. Di Lenardo Stefano Tozle. La stessa l'ho imprestata ad Antonio Longhino nel 1997 in occasione del libro da lui scritto -Coritis ultimo paese della Val Resia- (pag.20) pubblicato grazie al Circolo Culturale Resiano " Rosajanske Dolina " di Udine. Spero di avere più notizie esatte sull'anno di stampa e su possibili altri esemplari in circolazione. Aspetto qualche notizia in merito, e naturalmente già da adesso un Grazie a chi mi da una mano.
martedì 21 agosto 2007
Monai e Malattia ( i Cittadini ),dichiarano che questa è una parlata da salvare , unicità della nostra Regione. E' stato un incontro, per portare all'attenzione del Consiglio Regionale una serie di emendamenti finalizzati a riconoscere la specificità della Lingua e della Cultura della Val Resia. Il gruppo regionale dei Cittadini per il Presidente composto da Bruno Malattia, Carlo Monai, Maurizio Paselli e Piero Colussi, ha infatti incontrato il sindaco Sergio Barbarino e l'associazione Identità e Tutela Val Resia, per esaminare - secondo il vice presidente del Consiglio Regionale Carlo Monai - la proposta del comitato ristretto "che ha steso il testo da proporre all'aula sulla difesa della minoranza slovena ", che approderà in Consiglio entro la fine di settembre. " Il Consiglio Comunale - spiega Monai - ha approvato all'unanimità la volontà di non vedere assimilata e omologata la specificità della Val Resia alla difesa della minoranza slovena . Per questo ci siamo impegnati a portare in aula una serie di emendamenti, senza per questo affrontare il tema della sua uniformità rispetto al ceppo sloveno, che è materia linguistica e scientifica, e quindi non demandata alla politica. C'è da parte nostra la consapevolezza di dar voce a queste identità locali, che vedrebbero diversamente mortificata la propia identità con l'imposizione di una serie di istituti calati dall'alto. Resia - spiega il capogruppo dei Cittadini, Bruno Malattia - costituisce un unicum sotto il profilo storico, culturale e linguistico, e direi anche umano, che va preservato, nell'interesse del Friuli, e non può essere incasellato nella minoranza slovena.
No all'imposizione della lingua slovena, che non appartiene a Resia e ai suoi abitanti. A sollevare il caso è il capogruppo Udc Roberto Molinaro dopo un incontro con il sindaco di Resia Barbarino. E il dibattito sulla tutela delle lingue minoritarie in Friuli V.G. prosegue. Anche l'Università di Udine -dice l'Udc- ha riconosciuto la peculiarità, non possiamo imporre lo studio dello sloveno. Il sindaco di Resia ha illustrato a Molinaro la forte preoccupazione di tutto il consiglio comunale circa il mantenimento della identità Resiana, in presenza di una imposizione della lingua slovena che non è parlata a livello locale. Gli esponenti dell'associazione Identità e Tutela Val Resia, che da tempo è impegnata ai diversi livelli per la ferma tutela della identità, dal canto loro, hanno ribadito la pecularietà del Resiano, lingua minoritaria diversa dallo sloveno, per la quale recentemente, l'Università degli studi di Udine ha rilasciato uno specifico attestato per l'insegnamento presso le scuole. Conseguentemente - spiega l'Udc - a loro avviso non può essere impartito da insegnanti di madre lingua slovena, come le norme in corso di approvazione imporrebbero. Gli esponenti dell'associazione , hanno annunciato il coinvolgimento delle altre comunità slavofone della provincia di Udine, interessate all'approvazione di una legge regionale coerente con la realtà dei parlanti la lingua minoritaria ed efficace in termini di tutela. Il capogruppo Udc Molinaro, ha assicurato la continuità di un impegno già da tempo assunto a fianco di quanti vogliono il mantenimento e la tutela di una identità linguistica e culturale, che riafferma il ruolo ed il protagonismo di una comunità locale ed il prularismo nel segno di concreta attuazione del principio di sussidiarietà, contro ogni imposizione esterna. Per questo ha annunciato la presentazione di specifiche proposte emendative durante l'esame del progetto da parte del Consiglio Regionale, auspicando che l'amministrazione Comunale e le realtà associative interessate sviluppino una ulteriore azione di sollecitazione nei confronti del Presidente della Regione e dei Gruppi Consiliari.
Udine 14 agosto 2007

Da sinistra in alto in piedi: 1) Di Lenardo Giovanni Turan( Figlio di Stefano Sante), 2) Di Lenardo Stefano Turan ( originario di Martignilas abitava a Cave), 3) Di Lenardo Odorico Turan ( abitava a Martignilas), 4) Chinese Stefano Sbranc (fratello della moglie di Di Lenardo Giuseppe Turan). Seduti da sinistra : 5) Di Lenardo Stefano Sante Turan, 6) Di Lenardo Luigi Turan ( abitava a Tolmezzo), 7) Di Lenardo Giovanni Turan ( abitava a Martignilas). Per terra seduti da sinistra : 8) Di Lenardo Giuseppe Turan ( ta na blazo), 9) Di Lenardo .......... Turan (figlio di Luigi).
1 - 2 - 8 -Fratelli, il 5 è il Padre, i loro discendenti a Oseacco sono conosciuti come Santec, che deriva dal nome del loro Bisnonno Sante.